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1898

1921

 

1929

1937

1947

1982

1987

1996

1998

2000


Correva l'anno 1897, quando il football arriva a Palermo grazie ai marinai dei mercantili inglesi di Sua Maestà il Re d'Inghilterra, che ingaggiano vere e proprie sfide con i portuali nello spiazzale fangoso del porto di Palermo. Già un anno più tardi, nell'Aprile del 1898, si ufficializza la nascita dell'Anglo Panormitan Foot Ball Club, con a capo il console Giuseppe Whitaker, nato a Palermo nel 1850. I primi colori sociali sono rossoblu gli stessi che l'anno dopo saranno mutati in rosanero: i colori del dolce e dell'amaro. Leggenda vuole che i nuovi colori nascano da un errato lavaggio delle maglie rossoblu inaspettatamente scoloritesi. Nello stesso anno (il 1899) viene cambiata la denominazione sociale in Palermo Foot Ball and Cricket Club. Già negli anni '30 il Palermo conquista la sua prima serie A, dopo però la prima radiazione della sua storia dai ranghi federali per motivi economici nel 1926 e dopo la rinascita del '28 sotto la denominazione di Palermo Sport Club. Il 24 Gennaio del 1932 viene inaugurato, contro l'Atalanta, il nuovo stadio, capace di accogliere ben 15mila spettatori, che prende il nome dapprima di Littorio, in seguito di Favorita, denominazione che conserverà sino al 2002, anno in cui l'impianto verrà dedicato allo scomparso Renzo Barbera, Presidentissimo del Palermo, l'ultimo che ha portato i RosaNero in serie A. Dopo quattro anni nel massimo campionato (in cui si raggiunge il miglior piazzamento di tutti i tempi, il 7° posto), la squadra disputa onorevoli tornei nella cadetteria fino allo scoppio della seconda guerra mondiale. Da notare è che durante il periodo fascista al Palermo fu ordinato di cambiare i colori sociali da rosanero in giallorosso che erano (e sono tuttora) i colori municipali. Ritorneranno rosanero solo dopo la guerra e precisamente nel 1947 con la ricostituzione della società e la nuova denominazione di Unione Sportiva Palermo. Nel campionato '39-40 arriva la prima retrocessione sul campo della squadra in serie C e definitivamente nel 1940 la società viene nuovamente radiata per problemi economici. Come detto, la rinascita del Palermo coincide con la fine della guerra e finalmente nel '49 la squadra riabbraccia la serie A riuscendo a rimanerci per sei campionati consecutivi (record fino ad ora mai eguagliato). Tra gli anni '60 e '70 il Palermo acquista dalla stampa la fama di "squadra ascensore": è proprio in quegli anni, difatti, che i RosaNero vagano continuamente fra la serie A e i cadetti (dove fra l'altro i Rosa detengono il record nazionale di presenze con 40 in tutto, seguiti da Vicenza e Monza con 38). Ma proprio agli inizi degli anni '70, precisamente il 4 Maggio 1970, Renzo Barbera ricopre la massima carica della dirigenza della società. Il Presidentissimo, soprannominato in Sicilia "l'ultimo dei Gattopardi" per l'ineguagliabile stile che lo contraddistingueva, riesce a riportare il Palermo in serie A per l'ultima volta nella sua storia, nel 1973, regalando fra l'altro le due finali di Coppa Italia perse ambedue nel '74 contro il Bologna ai rigori (dove si distinse l'arbitro Bulgarelli, che per onestà nella direzione di gara non si fatica a paragonarlo al celeberrimo Moreno) e nel '78 contro la Juventus. Finita l'era Barbera, finisce il grande calcio a Palermo. Nella stagione '83-84, infatti, si incorre nella seconda retrocessione in serie C, ma è nel 1986 che accade la tragedia: il Palermo viene, per la terza volta, radiato dai ranghi federali per inadempienze finanziarie e solo nel campionato '87-88, con la pomposa denominazione di Unione Sportiva Città di Palermo che possiede tuttora, gli viene concesso il privilegio di ripartire dalla C2 invece che dall'umiliante Eccellenza (privilegio, riservato per blasone, bacino d'utenza e importanza della tifoseria, fino ad ora solo alla Fiorentina nell'estate 2002 ed appunto ai RosaNero). Risalito immediatamente in C1, riesce a conquistare la serie B solo nel '91-92, dove peraltro viene nuovamente retrocesso. E' in questi anni che il deleterio duetto presidenziale Polizzi-Ferrara (ma poi in un secondo momento solo Ferrara) riesce a far toccare al Palermo i punti più bassi della sua gloriosa storia, culminati nella prima ed unica retrocessione sul campo in serie C2, nel disgraziato campionato '97-98 (retrocessione fortunatamente cancellata con il ripescaggio grazie alla radiazione dell'Ischia). L'unica nota positiva di questo periodo rimane la conquista della Coppa Italia di serie C, vinta ai danni del Como nella stagione '92-93. Per il resto pochi campionati stentati in B e molti in C1. La svolta storica avviene finalmente nel 2000 con il passaggio della società a Franco Sensi, proprietario anche della Roma, e con la nuova conquista della cadetteria cui un anno più tardi seguirà l'acquisizione della squadra da parte di Maurizio Zamparini, grazie al quale si sono riaccese le speranze di serie A tra la gente di Palermo: tra i più anziani, legati ancora ad un ricordo sbiadito delle maglie rosanero lottare contro le grandi del calcio.

La storia del Palermo calcio è una delle storie calcistiche più belle di tutti i tempi. Una squadra nata per il puro divertimento dei nobili di fine Ottocento(come del resto accadde in città come Londra o Genova), ha sempre posseduto un certo fascino che ha letteralmente incantato generazioni e generazioni di palermitani. Gli stessi colori," il rosa delle vittorie ed il nero delle sconfitte",sottolineano un pò quello che è sempre stato il cammino dell'aquila rosanero:si è passati spesso da anni di splendore e gloria ad anni grigi e vergognosi. Con questa stesura vogliamo offrirvi alcune informazioni sul vecchio Palermo,parlando della sua nascita, avvenuta a inizio Novecento,proseguendo per i periodi bellici sino ad arrivare all'ultima serie A(1972) ed ai giorni nostri...

Il Palermo nacque in un periodo in cui il calcio cominciava per la prima volta a trovare interesse fra la gente e trovava spazio anche nei giornali e nelle discussioni quotidiane. Il nuovo sport era arrivato in Italia grazie anche ai mercantili inglesi; i marinai spesso giocavano a calcio nei porti davanti alle navi, per ingannare il tempo durante le ore libere. Della vecchia versione rimane così veritiera la storia che vede le prime partite di calcio svolgersi al porto di Palermo, fra i marinai inglesi e i cittadini palermitani, affascinati dal nuovo sport. L'interesse per il calcio diviene molto forte in tutte le città d'Italia(la prima società fu il Genova 1893) e così anche a Palermo nasce il primo circolo sportivo.Il 1° novembre 1900 nasce così l'Anglo Panormitan Athletic and Foot-Ball club, per opera del ventiduenne Ignazio Maria Pagano, reduce da un recente viaggio a Londra, la vera patria del calcio di allora.Il Palermo fu così la prima società del Meridione(solo poco dopo vi fu la Lazio, nel maggio del 1902).I colori sociali della neonata squadra furono il rosso ed il blu.Fra i soci del nuovo club vi furono: Norman Olsen, George Blake, Natale De Stefani, Felice Pirandello, Walter Gaffiero, Roberto e Vincenzo Pojero, Benoit Marino, Enrico Giaconia, Matteo Macaluso e, non ultimo il console Edward De Garston. Il primo incontro del Palermo risale così al 30 dicembre 1900 sul campo Notarbartolo contro l'equipaggio del Nathan.L'icontro fu a totale sfavore dei palermitani che subirono una durissima sconfitta per 5-0.Durante i primi anni del Novecento non esisteva ancora un campionato nazionale e squadre come il Palermo effetuavano solo gare amichevoli.I risultati del Palermo erano molto altalenanti. Il primo evento di alto rilievo si ha il 24 giugno 1907, quando arrivavano a Palermo i reali d'Inghilterra, Edoardo VII e la consorte Alessandra, a bordo dello yacht "Victoria and Albert".Edoardo VII era un grande amante del foot-ball ed in suo onore venne fatto un incontro fra gli inglesi e i palermitani.Naturalmente vinsero i maestri londinesi. In quel periodo avvenne il cambio di colori, da rosso-blu(un abbinamento di colore ormai troppo utilizzato fra le squadre italiane nate, prima fra tutti il Genova 1893),a rosa-nero(colori già presi nei primi tempi dalla Juventus, che assunse poi il bianco ed il nero). Giuseppe Airoldi aveva scritto a Giosuè Whitaker, uno degli animatori del Palermo Fbc: <<Alcuni amici marinai mi hanno fatto osservare che i colori del vostro Palermo sono sfruttati parecchio. Il Genoa ha i vostri, i nostri, colori. Ieri Michele Pojero era del parere di Mister Blake e di Norman Olsen di cambiare il rosso e il blu in rosanero. Michele dice che i colori sono quelli dell'amaro e del dolce. I vostri risultati sono alterni come un orologio svizzero. In avvenire, come raccontava Vincenzo Florio, al Circolo Sport Club di via Mariano Stabile, quando perdete potete sempre bere il suo amaro di colore nero, mentre il rosa potete assaporarlo nel liquore dolce. La mia salute non è più buona e i dolori di vecchiaia sono tanti, perciò affrettatevi a battere le prossime squadre. Giuseppe Airoldi>>. I nuovi colori rimasero per sempre e furono cambiati solo durante il periodo fascista, quando Benito Musollini volle che la squadra della città di Palermo indossasse i colori del comune, ovvero il giallo ed il rosso(fortunatamente, dopo il fascismo, furono riadottati i tradizionali colori).La storia del primo Palermo di lega con uno dei più prestigiosi trofei di quell'epoca: la coppa Lipton.Fra il 1909 ed il 1915 vennero così giocate le gare per l'assegnazione del trofeo, messo in palio dal "re del tè" ovvero Lord Lipton(grande amico dei Florio, potente e ricca famiglia palermitana dell'epoca).A questo torneo meridionale presero parte società come Lazio, Naples, Messina, Audax e ovviamente il Palermo. Il Palermo riuscì ad aggiudicarsi il trofeo ben cinque volte su sette, guidati dall'indimenticabile capitano Ernesto Barbera. L'ultima coppa Lipton risale al 1915.In quell'anno iniziò proprio il primo conflitto mondiale, e le attività sportive, compresa quella calcistica, dovettero arrestarsi. Finita la Grande Guerra non vi fu da parte delle ricche famiglie dell'epoca(compreso i Florio) nè la forza nè la voglia di ricostituire il club palermitano.Solo grazie alla passione degli sportivi palermitani poterono esistere realtà come quella del Racing Fbc, che nel 1920 cambiò denominazione divenendo Us Palermo. Il nuovo Palermo disputò le gare al campo Ranchibile(situato allora nei pressi dell'attuale stadio de "La Favorita").Nel 1923 si ha la fusione con l'"Unione sportiva Leoni" del gelataio Petrolo, mentre nel 1924 si ha la fusione con la Libertas. Gli sportivi impazzivano a quei tempi per Di Lucia, Ferro, Frangipane. Ma il cammino societario fu molto tortuoso. Con l'avvento del fascismo coincide anche il fallimento societario del 10 luglio 1927, ad opera dell'allora presidente Valentino Colombo. Quelli erano gli anni della prima volta in serie A(che allora era chiamata Prima Divisione).15 agosto 1928 il club fu rifondato con un capitale sociale di 100 mila lire, frutto di un azionariato popolare.Documenti sembrano attestare l'interesse di Totò Vilardo(personaggio palermitano storico),già a capo della G.S.Vigor. Con la nuova società vi fu la prima serie B del nuovo campionato nazionale(a girone unico, adottato dopo la riforma Pozzo), arrivata dopo la stagione 1929/30. La squadra era amministrata a quei tempi dal barone Bordonaro di Gebbiarossa.Con gli Anni Trenta per il Palermo arrivano gli anni d'oro.La prima serie A si ha nel campionato 1932-33.Il bomber di quella stagione fu Chiecchi.Altri giocatori di quell'epoca furono Valeriani,Lo Prete,Nigiotti e il centravanti Carlo Radice.Tutti questi giocatori contribuirono alla conquista della prima serie A, che negli Anni Trenta il Palermo conobbe per quattro anni di fila.Furono tempi grandiosi.Da ricordare anche i grandi Santillo, Borel e Ziroli.In seguito vi fu il tracollo.In pochi anni la squadra riuscì persino a piombare in serie B nel 1936 e in serie C nel 1940.Il 30 agosto 1940 la Figc comunicava al commissario Barbaro la radiazione per i soliti motivi economici. Ancora una volta Palermo si ritrovava senza calcio. Ma quelli erano anni duri nei quali stava per attivarsi la più potente macchina bellica degli ultimi secoli: la Germania nazista. La guerra era già nell'aria nei primi anni Quaranta.L'Italia entrò subito dopo in guerra. Vi furono comunque tentativi per riprendere a fare calcio.Durante il periodo dell'oscuramento si fece avanti il commerciante Beppe Agnello. Il 9 maggio 1943 un'incursione aerea nemica rase al suolo il ventre della città con la sua ricca testimonianza del barocco. La folla si riversò nei ricoveri sotterranei. Fu alloro che il campionato del Palermo si fermò un'altra volta.Il nuovo Palermo degli anni della guerra, vinse il torneo di C nel campionato 1941-42 ed adesso era costretto a interrompere la scalata alla serie A.Durante il periodo fascista vi sono da segnalare due grosse novità: il cambiamento di colori in giallo rosso, come già accennato, e il cambiamento della denominzione dello stadio Littorio in Michele Marrone(un calciatore roanero caduto in guerra).Il Palermo rinasce in un primo tempo dopo la fusione con la Juventina(adottando maglia azzurra).Ma la vera ripresa si ebbe solo dopo il 1945, ovvero dopo la fine della guerra. Dopo il conflitto bellico un gruppo di nobili, capeggiati da Raimondo Lanza di Trabia e dall'amico Stefano La Motta, presero in mano la società e la fecero grande.Nel campionato 1947-48 la squadra conquista la promozione in B arrivando prima.Il 6 gennaio 1949 tremò il leggendario Torino di Bacigalupo e Mazzola sotto i colpi di capitan Conti e compagni: un 2-2 straordinario.Erano gli anni di Vycpalek, bomber di razza cecoslovacco.Intanto all'ombra della Favorita arrivava Gipo Viani, architetto e stratega del calcio. Brillavano le stelle di Bronèe, Gimona, De Grandi. In particolare Bronèe,danese,fu uno dei più bravi dell'epoca e proseguì la carriera in club come Roma e Juventus.Ma il vero leader di quell'epoca era Vycpalek.Fu il primo straniero a vestire la fascia di capitano in un campionato italiano di A.Il Palermo sorprese l'Italia intera e fu nel campionato 1951-52 che si cercò di centrare la conquista dello scudetto, che però non avenne.L'allora presidente era il principe Raimondo Lanza di Trabia, l'inventore del calciomercato(inventò il mercato calcistico pilotando le contrattazioni per telefono dalla sua stanza dell'Hotel Gallia di Milano nella quale riceveva gli interlocutori spesso vestito del solo lenzuolo).Il principe fece tante cose buone per il Palermo, ma finì la sua avventura calcistica uccidendosi il 1°gennaio 1954 a Roma.Allora il Palermo era comunque già nelle mani di Ernesto Pivetti. Con l'arrivo degli Anni Cinquanta inizia l'epoca del "saliscendi" dalla A alla B. Eroe di quei tempi fu il grande Ghito Vernazza, capocannoniere del Palermo per quattro stagioni consecutive(1956-60).Vernazza rimane il più grande cannoniere che il Palermo abbia mai avuto.A cavallo gli anni Cinquanta e Sessanta, nell'era del "milazzismo", fecero grandi cose il presidente Casimiro Vizzini e il segretario Salvatore Vilardo, la "volpe" del calcio mercato. Con una manciata di milioni fu allestito il Palermo-miracolo con Mattrel, Burgnich, Fernando. Vilardo rovinò la sua storia rosanero venendo squalificato a vita per aver combinato l'ultima partita del Palermo col Bari(ciò per poter vendere Fernando alla squadra pugliese che avrebbe ottenuto il calciatore solo dopo la promozione in A).Il decennio del Settanta ebbe protagonista Renzo Barbera. La tifoseria si innamorò del personaggio, nacque così il mito dell'ultimo Gattopardo.Era il 4 maggio del 1970, Renzo Barbera subentrava a Giuseppe Pergolizzi.Barbera non fu come i suoi predecessori un presidente "politico", e quando assunse l'incarico di presidente si espose personalmente mettendo a disposizione della società il suo patrimonio(arriverà persino a mettere a rischio le finanze della propria famiglia).Con Barbera arriva a Palermo gente come l'allenatore De Grandi che contribuirà alla promozione in serie A del campionato 1971-72, l'ultima promozione della storia del Palermo.Eroi di quel periodo erano i vari Troja,Pellizzaro,Chimenti,Ignazio Arcoleo(che Barbera portò a Palermo prelevandolo dalla Juventina, squadra che era capeggiata anni prima dal "Presidentissimo"stesso).L'anno 1973 sancisce il ritrono in B.Il Palermo perse così la tanto amata serie A, ed è da allora che non è ancora riuscito a ritrovarla.Con Barbera vi furono anche le due finali di coppa Italia(la prima persa col Bologna nel 1974 in maniera scandalosa, la seconda persa con la Juventus nel 1979).Dal dopo Barbera in poi la storia del Palermo si è inaridita, come la città, con una serie di personaggi ambigui.Gaspare Gambino arrivò dopo Barbera, ma lasciò dopo una stagione(1981-82).Quello era un Palermo che da anni era in B e non era più riuscito a rimontare.Nel campionato 1983-84,con a capo il presidente Roberto Parisi, avviene la storica e clamorosa retrocessione in C1, la prima di tante altre che verranno purtroppo anni a seguire.La storia del Palermo si macchia di sangue il 23 maggio del 1985, quando Parisi viene ucciso dalla mafia.La scottante carica di presidente fu presa dall'avvocato Salvatore Matta, dirigente competente, legato alla politica. E le disavventure continuarono. Il Palermo risale in B con Tom Rosati in panchina, ma dopo il campionato di B della stagione 1985-86 avviene il momento più tragico della storia rosanero: la radiazione dai campionati federali.L'8 settembre 1986 la società veniva radiata per la terza volta nella storia. Iniziava l'inverno più lungo. Fu quella una radiazione politica, una vicenda troppo lunga per poterla sintetizzare in poche battute. L'avvocato Matta pagò pesantemente, probabilmente più del giusto.Per una serie di vicende, il Palermo non potè iscriversi al campionato e fu così cancellato dal campionato di B. I tifosi insorgono. E' la fine di un epoca.Davanti lo stadio di effettua un vero e proprio funerale con tanto di bara rosanero.Promotore è il grande Vicè u pazzu, tifosissimo degli anni '70 e '80.Con la fine del Palermo finì anche uno dei suoi scopi di vita ed una delle più belle passioni dei palermitani.La Palermo calcistica dovette soffrire senza calcio per un anno(i più appasionati seguivano le partite del club rosso-blu del Cantiere Navale, in passato squadra di serie D).Lunedì 7 gennaio 1987, nello studio notarile Rocca, nasceva l'Us Palermo con Salvino Lagumina presidente. E arrivò il "regalo" della C2 da parte del presidente della Figc Antonio Matarrese(che un anno prima era stato fra gli artefici della radiazione del Palermo).Palermo ritrovò il Palermo.Memorabile l'amichevole con l'Atletico Mineiro che sancì il ritorno del Palermo alla Favorita.Quasi 50000 spettatori in uno stadio che ne poteva contenere un pò più della metà(i rosanero si aggiudicarono l'incontro).12 giugno 1989, a sorpresa, venne nominato presidente Giovanni Ferrara, affiancato da Liborio Polizzi nella qualità di amministratore delegato. Ma è questa una storia priva di emozioni .Il Palermo riuscì ad approdare in C1 e la B arrivò con il campionato 1991-92.La gestione Ferrara-Polizzi fu però disastrosa.Non vi furono mai le possibilità economiche per il ritorno al grande calcio.La retrocessione in C1 avvenne nuovamente e nel 1993 il Palermo si ritrovò in B.I veterani dell'epoca erano DeSensi,Bucciarelli,Cecconi e capitan Biffi,l'uomo che conta più presenze nel Palermo(321 presenze).Anno da segnalare fu quello che vide il Palermo rilottare per la promozione in A(campionato 1995-96).I campioni di quel periodo erano i vari Beppe Iachini,Gianluca Berti,Lorenzo Scarafoni e Tanino Vasari.Il tecnico era l'ex centrocampista rosanero Arcoleo, coadiuvato dall'ex bandiera rosanero De Bellis.Il Palermo fu primo in classifica per varie giornate ma finì il campionato in ottava posizione.La stagione successiva doveva essere quella decisiva per la promozione ed invece sancì una nuova delusione.La retrocessione fu fatale ed anche in C1 il Palermo ebbe serie difficoltà.Nel 1998 i rosanero giocarono i primi play-out della loro storia perdendo sia fuori casa che in casa con la Battipagliese.Fu quello il periodo più buio della storia rosanero, paragonabile a quello della radiazione.Il Palermo si ritrovò da dove era partito: in C2.Fortunatamente,causa il fallimento dell'Ischia in C1,i rosanero ritrovarono la C1.L'assalto alla B vi fu per quattro anni ed avvenne solo con Franco Sensi a capo della società.Il resto della storia la sappiamo bene.Sensi ha consolidato la squadra in B e l'ha ceduta a Maurizio Zamparini che promette il ritorno immediato in serie A portando a Palermo gente come Maniero,Asta, Zauli, Toni, Corini, Amauri.......e la storia continua.......