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20/01/2007 Reggina Palermo 0-0
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REGGINA  -      PALERMO

0-0

Possiamo raccontarla in due semplici parole.... : Noiosamente CONDOTTA

Si Noiosamente condotta verso un risultato che era "prevedibilissimo" in vista dei prossimi acquisti del Palermo dalla rosa della Reggina

Sappiamo tutti che BIANCHI all'80% sarà un giocatore del Palermo!

Ieri mi hanno impressionato molto in positivo ZACCARDO GUANA e BRESCIANO!!

Molto in ombra Di Michele che è uscito un'altra volta anzitempo contestando poi successivamente le scelte dell'allenatore, non so fino a quanto Guidolin possa resistere nel non mandarlo a FANCULO!!!

In ottica Classifica possiamo dire che il punto racimolato a reggio non è poi da buttar vita perchè abbiamo tenuto il passo della ROMA che ha pareggiato a LIVORNO e e la LAZIO E IL MILAN nostri avversari al terzo porto o secondo posto hanno pareggiato 0-0 lasciando quindi inalterata la situazione tra le prime posizioni!

Sabato ci aspetta una sfida contro la Lazio in CASA AL BARBERA nella quale possiamo staccare molti punti dalla 4 e dalla 5 in classifica....

è una occasione che non dovremo lasciarci scappare ...e questo la squadra lo SA!   

 



Pubblicato da Alessandro Vitale il giorno lunedì 22 gennaio 2007 alle ore  11:17 N° Commenti (0)


14/01/2007 Palermo - Udinese 2-0

   

 

Una Partita Discreta del Palermo....senza strafare i rosanero si sono portati a casa i 3 punti necessari per tenere il Passo della Roma che si è fermata con un pareggio contro il Messina.

Con i Goal di Caracciolo e Zaccardo il Palermo si porta a meno 4 dalla Roma.

Caracciolo ha fatto solo il suo compitino ma questa è già una notizia visto che ultimamente non faceva manco quello!

Zaccardo mi è piaciuto moltissimo e si è imposto molto in difesa!

Di Michele poco lucido sbaglia un goal clamoroso e si intestardisce sul Dribbling!

LE FOTO DELLA PARTITA SUL FOTO ALBUM

 



Pubblicato da Alessandro Vitale il giorno domenica 14 gennaio 2007 alle ore  17:52 N° Commenti (0)


INTERVISTA DE IL MANIFESTO SU CORINI

INTERVISTA ESCLUSIVA AD EUGENIO CORINI

(Dal Manifesto - 10/2006)

Ci sarebbero volute due televisioni. Ce n’era una e di lamentarsi non era il caso. Nei lividi pomeriggi della campagna bresciana, Eugenio Corini giocava inconsapevole le sue prime partite. L’avversario da tinello, era sua nonna: avrebbe voluto vedere uno sceneggiato l’Elvira, ma quel bianco e nero sgranato, trasmetteva solo calcio. In una lingua incomprensibile ritmata dalle urla.

« Era mia nonna, si discuteva, ma poi chiudeva un occhio. La costringevo ad una radiocronaca più che a una visione. Il canale si chiamava triveneta e non so per quale mistero, fosse riuscita ad accaparrarsi le gare del campionato brasiliano. Si captava malissimo, le immagini erano di tutti i colori e la partita si intravedeva appena». Quanto bastava per una passione. «Era un sogno veder giocare calciatori come Junior, Falcao e Zico». Ora che ha inseguito per decenni un finale da predestinato, Corini Eugenio da Bagnolo Mella, a quasi trentasette anni, ritroverà dal vivo in un Uefa che somiglia alla Champions, il vecchio idolo di un tempo sulla panchina dei turchi del Fenerbahce. Non più una figurina ma un volto rugoso, reale.  Peccato non poter scambiare la maglia. «Incredibile. Era proprio il mio eroe, studiavo le sue punizioni, avevo il poster del Flamengo appeso in camera. Quando venne in Italia, andai subito in pellegrinaggio. L’amichevole era Brescia-Udinese ma lui entrò solo per onor di firma. Che freddo quel giorno, la neve non smise mai di cadere». Certe volte le stagioni della vita non passano invano. «Ho cominciato all’oratorio, per poi passare dalla squadretta del paese, la Fionda Bagnolo, alla Voluntas, una succursale del Brescia. Ero gracile e mi fecero lavorare sul fisico. Prendevo il treno tutti i giorni per andare in piscina». Sguazzò presto in altre vasche, sperimentò altri allenamenti. «Iniziai a frequentare le scuole superiori ma a conciliare studio e pallone non riuscivo proprio. Nella mente, avevo un pensiero: diventare calciatore. Quando dopo un anno e mezzo passato tra banchi e campo, comunicai ai miei la decisione di lasciare la scuola, non la presero bene». Carlo Corini era operaio alle ferriere, sua madre Giuditta pensava alla casa. Con due sorelle ed Eugenio, un ballo di S. Vito. I sogni di un bambino in scarpine e mutande, un argomento da zona retrocessione. «Mio padre fu secco: “Stai sbagliando, ma sappi che non te ne starai senza far nulla con le mani in mano. Andrai a lavorare”. Era un modo per misurare la mia forza di volontà, capire se si trattava soltanto di un capriccio che lui non poteva condividere». Non lo era e fece di tutto per dimostrarglielo. «Partii col dare una mano nel negozio di frutta di mia sorella. Fare il fruttivendolo non era uno scherzo. Tre volte alla settimana, qualsiasi pioggia scendesse, andavo ai mercati generali a caricare le casse. La sveglia era alle quattro di mattina. Poi il pomeriggio volavo ad allenarmi. Dopo circa 12 mesi di questo andazzo mi feci male al ginocchio. I ritmi erano insostenibili per un ragazzino come me. Allora mi impegnai come aiuto imbianchino grazie a Clerici, un mio ex allenatore. Andò meglio e mi rasserenai». Ora che i soldi non sono un problema, Corini non ha dimenticato la lezione. «I genitori mi hanno insegnato che con i sacrifici si ottengono molte cose. Sono cresciuto con tutto ciò di cui avevo bisogno ma i miei hanno fatto gli equilibristi. Mia madre arrotondava con altri lavori per permettersi la casa che alla fine acquistarono con papà dopo anni di attesa. Aiutava in un bar e la sera tornavamo a casa tardi, aspettando la chiusura. Ci siamo dati da fare per sbarcare il lunario, come milioni di altre persone nel mondo». Per poi festeggiare insieme, con la porta ben chiusa dietro le spalle. «La sera in cui scoprii di andare alla Juve, è una delle pagine più belle della mia vita. L’immagine ce l’ho davanti agli occhi. Ero militare a Napoli, mi chiamò il mio procuratore: “corri a Milano, ti devo parlare”. Arrivato, seppi. All’epoca i cellulari non esistevano, trovai un telefono e chiamai a casa. Gli dissi di rimanere svegli. Mia madre era preoccupata: “Ma è successo qualcosa?” e io: “si mamma, ma è una bella cosa”, arrivai a notte fonda. Mio padre si alzò in piedi e ci abbracciammo commossi. Per un gruppo umile, nel senso bello del termine come il nostro, toccare il grande calcio, ci diede una sensazione inebriante». Alla Juve non tutto andò come previsto. «Mi illudevo che il percorso sarebbe stato semplice, poi ho capito che la vera impresa non è raggiungere la vetta ma mantenerla. E’ lì che si vede il carattere». Se con Maifredi, la rivoluzione fallì, con Trapattoni la restaurazione ottenne la sua testa.«Avevo 21 anni e ricoprivo un ruolo delicato in una squadra che doveva vincere per forza. Trapattoni pensava che non fossi ancora pronto per una responsabilità di quel genere. Feci comunque 47 partite, ma nonostante la Juventus mi volesse tenere, decisi di andar via».

Mantovani lo pretese nell’affaire Vialli ma a Genova, dopo la sua partenza, c’era spazio per un solo re. Mancini al termine di un Samp-Milan si lamentò della leggerezza del centrocampo: “sarebbe opportuno essere più svegli”, sentendo squarciare il reverente silenzio dello spogliatoio dall’ultimo arrivato. “se qualcun’altro facesse qualche gol in più e qualche tacco in meno, andrebbe ancora meglio”. Finale-genovese-di partita. «Avevo un bel caratterino. Ero introverso ma quando dovevo dire qualcosa mi facevo sentire. Fu una lite accesa e da lì nacque il mio dissidio con Mancini. Quando sei giovane pensi di essere sempre nel giusto. In senso astratto, lo penso anche adesso: c’è un modo di essere leader che intendo alla mia maniera. Roberto lo faceva in modo esasperato, perché sentiva la Samp una cosa sua. Ma io reagii comunque male: ho capito solo dopo che ci sono tante modi di dire le cose, anche se non farlo alle spalle mi è sempre piaciuto. Se sono quello che sono, è anche perché ho compiuto i miei errori. Ho i miei difetti, come tutti». L’ex bambino prodigio emigrò ancora, prima a Piacenza e poi a Verona.«A Piacenza sostituii l’idolo locale Moretti che aveva contribuito alla promozione in A, non me lo perdonarono. Vissi da usurpatore, con la piazza interamente schierata contro di me ma ebbi la fortuna di incontrare Cagni. Credeva nelle mie qualità e mi rilanciò. Mi sentivo un altro  ma a Verona, purtroppo, mi ruppi due volte il crociato. Avevo 25 anni e ritardai la rinascita, proprio quando mi sentivo finalmente maturo». Non ci fu bisogno di referti, Corini capì da solo.«Giocavamo con la Ternana, sentii il movimento del ginocchio, il rumore e l’articolazione che andava da una parte all’altra. Mi feci al male al 15’ e giocai tutto il primo tempo. Non volevo accettare che mi fosse riaccaduto ancora». La volta prima, era accaduto in un Verona-sampdoria e anche lì, contro l’evidenza, il “genio” aveva soffocato il dolore per 20 infiniti minuti. «In ospedale, mi chiesi se sarei tornato quello di prima. Avevo dolori lancinanti a causa di un’infezione che aveva reso la mia degenza lunghissima». Il peggio era in agguato. «Andavo avanti col Valium per dormire e con gli antidolorifici per attutire il male. Ero debole, mangiavo  pochissimo ed ero dimagrito più di 10 kg. Una notte dovevo fare pipì ed ero solo. Mi alzai e sentii che stavo per svenire da un momento all’altro: non so dove trovai la forza di dare le stampellate decisive per raggiungere il letto. Se fossi caduto, il ginocchio sarebbe stato da ri-operare. Credo sia stato un segno del destino. Scoprire di avere tanta determinazione mi ha aiutato anche negli anni successivi, quelli più soddisfacenti, solo io so quanto ho sofferto. Ci sono attimi in cui si è soli a credere in se stessi e se non hai una spinta interiore a sostenerti, perdersi è facile». A non smarrirsi, lo hanno aiutato i libri.« Ho appena finito “Il cacciatore di aquiloni” e sono reduce da Rousseau. Leggere mi piace, è un momento molto intimo», il Chievo, «Gli unici che in quel frangente potessero credere che sarei tornato a giocare a certi livelli» e i tanti viaggi affrontati con spirito aperto. «Questo mestiere mi ha arricchito umanamente, dandomi la possibilità di conoscere diverse culture del nostro paese. A Palermo sono arrivato con umiltà, sentendomi ospite e cercando di prendere il meglio». Lui ha restituito geometrie perfette che spingono in alto. «Non credo che vinceremo lo scudetto. Finche non verrà fatta una legge seria sulla ripartizione dei diritti tv, sarà impossibile rivedere un Cagliari o un Verona. Penso però che abbiamo un’occasione irripetibile di arrivare in Champions e che cercheremo di sfruttarla». Provando a ribaltare il senso di un’estate moralmente deludente. «Non credevo che venisse fuori quello che poi si è scoperto. Si poteva avvertire una sudditanza nei confronti delle grandi ma non che la situazione fosse studiata tanto da coinvolgere i poteri forti. Proprio non me lo aspettavo. Questo scandalo, se ben assorbito, può diventare una grande possibilità di rilancio per il nostro calcio in vista dell’europeo 2012. Mancano stadi e strutture di livello».

 

 



Pubblicato da Alessandro Vitale il giorno lunedì 8 gennaio 2007 alle ore  15:14 N° Commenti (0)


Inizia il Calcio Mercato di Gennaio

Ariecchime......
Beh con sto calcio mercato possiamo dire che i primi botti sono stati già sparati!!
E buffon di quì....messi di la....ronaldo...al ristorante....e adriano sotto ai piedi del tavolo che mangia gli scarti....
Ma il Palermo....Il Palermo che fa??
Va a pescare nei campionati esteri....
Secondo me fa benissimo.....perchè il mercato di gennaio è quello + difficile...sopratutto perchè le squadre italiane si conoscono tra di loro e se ad esempio un palermo va a cercare un esterno....chi viene contattato sa bene della necessità impellente e quindi alza il prezzo e ci giocano su!
Cosa che non succede all'estero ci sono giovano di ottime prospettive o comunque già affermati ad alti livelli come U21 che possono essere presi senza problemi e sono poi proprio quei giocatori che guidolin ama cioè quelli dell'europa del NORD!
Speriamo bene!

Ecco gli Obiettivi dichiarati :

 

 
Mercato: Il Palermo vicino a Matusiak
Il Palermo sarebbe ad un passo dall’acquisto dell’attaccante polacco Radoslaw Matusiak (1982). L’attaccante del GKS Bełchatów che i rosa avrebbero virtualmente soffiato al Livorno, sarebbe stato individuato come il sostituto di Amauri che dovrà stare fermo fino al termine della stagione per l’infortunio al ginocchio destro

 

 

 

 

 

 
Palermo: Si punta a Kuzmanovic
Il Palermo avrebbe trovato in Svizzera il centrocampista del futuro. Si chiama Zdravko Kuzmanovic, 19 anni, alto 1,86, regista dotato di buona tecnica individuale e di buon fiuto del gol. E’ titolare del Basilea, squadra con la quale ha giocato quest’anno 17 partite di campionato segnando 3 gol. Bosniaco ma di passaporto svizzero, è titolare dell’Under 21 elvetica. Il Palermo avrebbe offerto due milioni di euro per assicurarselo. Il giocatore sarebbe stato segnalato da Guidolin che la scorsa stagione affrontò il Basilea in Coppa Uefa con il Monaco rimanendo favorevolmente impressionato da Kuzmanovic. E’ legato fino al 2008 al Basilea, ma proprio ieri ha rifiutato di prolungare il contratto.
Arrivato dal Dürrenast tre anni fa, Kuzmanovic ha lasciato il segno al Basilea. Integrato con la prima squadra nel 2005, si è presentato segnando un gran gol nella Coppa UEFA 2005/06 contro l’RC Strasbourg.

DA STADIONEWS.IT

 



Pubblicato da Alessandro Vitale il giorno lunedì 8 gennaio 2007 alle ore  11:08 N° Commenti (0)


20/12/2006 Palermo - Ascoli 4-0 la Rivincita :)
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PALERMO -      ASCOLI

4-0

MARCATORI :

  • BRESCIANO

  • CORINI

  • TEDESCO

  • CAPUANO

Prendo in prestito le Pagelle di THE VOICE Giuseppe D'Agostino postate sul muro del PianetaRosanero :

JIMMY 7: Tutto molto bene, compreso un inconsueto "bagher" pallavolistico per respingere un tiro da fuori.


BABY FACE 5: Spaesato e confuso, sbaglia in modo inconcepibile un paio di chiusure perfettamente alla sua portata. Forse la sua peggior partita finora.


IL MINISTRO 7,5: Salva al 6' di testa sulla linea un gol che poteva cambiare la partita. Cancella dal campo Paolucci e non sbaglia una virgola, nè in chiusura nè in disimpegno. Un gigante. Chi gli ha dato 5 è ovviamente prevenuto nei suoi confronti e quindi dovrebbe astenersi dal valutarlo. Oppure stava vedendo un'altra partita.


ZAC 7: Segue le orme ministeriali giocando una gara attenta e precisa.


SOLDATINO PISANO 5: Vedi Baby Face.


ROBOCOP GUANA 7: Sonetti si inventa Fini mezzala per galleggiare tra le linee e innestare gli esterni. Il nostro androide n°2 lo bracca e lo disinnesca senza pietà. Da urlo una sua chiusura in area di rigore nel secondo tempo. (CAPUANO 6,5: Mezzo voto in più per il suo primo gol. Speriamo porti buono...)


IL CAPITANO 6: Salva con il gol su punizione una gara non brillantissima. Ma lui è prezioso sempre.


GIOVANNINO DA PALLAVICINO 8: E come fai a non commuoverti quando lo vedi giocare???


MAICOL 5: Secondo me non è possibile che quello che sta passando non lo condizioni. In fondo è umano.

(FRANCUZZO 6: Un paio di cosette alla sua maniera le ha fatte).


L'ANDROIDE 7: Un gol bello e difficile, perchè da lì sbagliare era possibile. Finalmente rinfrancato, questa sera era molto più nel vivo del gioco.

(PARRAVICINI 6: Di stima. Questa sera mi è piaciuto).


EL CABALLERO 7: Che sia immarcabile ce l'ha scritto nel dna. Per fermarlo ce ne volevano tre. Nonostante questo sfiora un gol e ne fa fare un altro...Più di così...


HARRY POTTER GUIDOLINO 7: 4 ne prende e 4 ne dà...L'importante stasera era mostrare coesione e decisione. Lui l'ha fatto.

Che dire...sono tornato allo stadio e il Palermo vince 4-0 , beh si è vero...contro l'ascoli che è tutto fuorchè una squadra di serie A però 4 goal subiti contro la Roma e 4 goal dati contro l'Ascoli

Come sempre ho fatto delle foto che potete visionare nella sezione FOTO STADIO

 



Pubblicato da Alessandro Vitale il giorno giovedì 21 dicembre 2006 alle ore  11:25 N° Commenti (0)


PALERMO LIVORNO 3-0
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PALERMO - LIVORNO

3-0

Primo tempo - Partenza-sprint dei padroni di casa. Neanche il tempo di annotare che in porta, nel Palermo, Guidolin ha preferito l'esperienza di Fontana alla gioventù di Agliardi e al 1', Simplicio si attarda nel concludere a rete. Ne vien fuori "solo" un corner. È il preludio al gol del vantaggio del minuto dopo. Nella fascia centrale, scontro Corini-Morrone, il capitano rosanero si rialza, l'altro no, palla "larga" sulla sinistra per Di Michele, palla in mezzo e Simplicio sottoporta tocca (male) in rete. Palermo 1, Livorno 0 e si deve ancora cominciare. La panca amaranto nemmeno protesta, ma Morrone, ex di turno, si tocca nuca e parte destra del volto. Per l'arbitro Rocchi, tutto OK. Partita divertente e a ritmi alti. Bene Galante nella difesa a tre del Livorno, in avanti fanno molto movimento Lucarelli e Paulinho (troppo distante dalla prima punta, e Bakayoko è in panca). Il Palermo lancia lunghissimi per lo sgusciante Di Michele (un furetto, su entrambe le fasce e alla faccia del caso-scommesse) e per il velocissimo Amauri. Guidolin ha scelto la difesa a quattro per frenare le discese degli esterni toscani, Pfertzel e Pasqual. 16', gran destro di Corini (con leggera deviazione) dal limite, palla alta di poco. 23' Pasqual risolve una mischia, pallone di poco alla sinistra della porta difesa da Fontana. 26' ammonito Filippini, che atterra Di Michele, lanciato verso la porta con davanti soltanto un avversario. Al 31', entrata di Grandoni che travolge Amauri a centrocampo, qualche parolina di troppo tra i due e cartellino giallo al terzino amaranto. 36', difesa livornese ferma a guardare, Bresciano fa quel che vuole, si gira e crossa da sinistra, stacco perentorio di Amauri che in area piccola ruba il tempo al suo marcatore e infila Amelia (che qualche colpa ce l'ha). Punto e set, se non proprio match. Al 39', Kuffour affossa Guana che si involava verso la porta di Amelia, ammonito il ghanese. 41' Stessa sorte per un fallo di Corini su Morrone. Secondo tempo - 1', azione tutta di prima: Di Michele per Bresciano, sinsitro svirgolato che finisce alle stelle. 12' altro "giallo", stavolta al livornese Paulinho - uno dei peggiori - per la simulazione (netta) sul presunto fallo di Pisano. 15': inguardabile il destraccio di Filippini, palla nei distinti. Amelia si riscatta al 17', grande la sua uscita sul lanciatissimo Di Michele, che aveva cercato di scavalcarlo con un pallonetto. 21', imbeccata di Corini e spettacolare sforbiciata da posizione "impossibile" di Amauri, facile la presa di Amelia. Gli applausi del Barbera, però, sono tutti per l'acrobazia del centravanti italo-brasiliano, il migliore in campo per quantità e qualità. 25', Arrigoni manda in campo l'ivoriano Bakayoko, una punta, per il laterale mancino Pasquale. Paulinho, scala ancora più indietro, e Lucarelli finalmente ha un compagno di reparto. 27', altra perla: Amauri se ne va suulla sinistra, piatto destro rasoterra per Di Michele, splendido sinistro d'incontro e traversa che ancora trema. Spettacolo. 29', Di Michele fa venire giù lo stadio: lancio dalle retrovie verso la fascia sinistra, Di Michele si libra e col tacco interno del destro serve Bresciano prima che la palla esca oltre la linea laterale, poi l'australiano spreca tirando altissimo da distanza siderale. Che roba. Al 32' Amauri cheiede il cambio e Guidolinnlo accomntenta, al suo posto Caracciolo. Per una volta, al suo ingresso in campo il pupillo del presidente Zamparini viene applaudito anziché insultato. 33', Corini crossa da destra, stacca bene Zaccardo, ma Amelia respinge sulla destra. Caracciolo rimette in mezzo e la difesa rinvia. È un assedio: 34', Caracciolo difende palla contro 4 avversari e la smista di testa a Pisano sulla sinistra, cross basso chiuso con la gran botta di collo destro di Simplicio, che fa doppietta spedendo la palla sotto la traversa: 4-0 e tutti a casa. A 10' dallo scadere, Arrigoni toglie Paulinho per Danilevicius. Due minuti dopo, nel Palermo, dentro Tedesco, unico palermitano della squadra, per Bresciano. 42', delizia pe4r la platea anche dagli amaranto: morbido lob di Lucarelli che esalta il colpo di reni di Fontana nell'unica vera occasione che lo ha visto impegnato. Ci fosse stata la ciliegina del gol di Di Michele, la torta rosanera sarebbe stata perfetta. Ma anche così è squisita lo stesso.


Guidolin: "Amauri come Drogba"

Il tecnico rosanero azzarda paragoni. Di Michele: "Siamo rinati"

L'attaccante del Palermo David Di Michele ha parlato in esclusiva ai microfoni di SKY Sport, nel postpartita della gara col Livorno.

- È tornato il vero Palermo? "Siamo rinati, abbiamo disputato una grande prestazione, sotto ogni profilo. Quello che ci era venuto un po' a mancare oggi l'abbiamo ritrovato".

- Domenica prossima, sfida contro la Roma. Pensate che il vostro posto sia il terzo, dietro Inter e Roma? "Per noi va bene arrivare a qualificarci per i preliminari di Champions League, poi ce la giocheremo fino alla fine. Se riusciremo ad andarci direttamente (cioè arrivando primi o secondi, ndr), bene, così salteremo i preliminari. Comunque, noi puntiamo al terzo/quarto posto".

- Chi toglieresti alla Roma per domenica? "Ne toglierei tanti". Anche il tecnico dei rosanero, Francesco Guidolin (nella foto), ha parlato in esclusiva ai microfoni di SKY Sport, nel postpartita di Palermo-Livorno.

- Amauri… "Ha tutte le potenzialità per diventare un giocatore di grandissimo livello. Mi sembra sia il giocatore che più assomiglia a Didier Drogba (centravanti ivoriano del Chelsea, ndr), che secondo me, in questo momento, è il miglior attaccante in Europa. Amauri ha ancora tempo, spero motivazione, e il futuro davanti a sé".

- Quello di stasera è il miglior Palermo? "La mia è una squadra po' pazza, non ha nella costanza una delle sue virtù. Ma è una squadra che, se può lavorare per una settimana completa e ritrova salute fisica, può fare bene: 31 punti in 15 partite sono qualcosa di molto bello, per noi".

- Rammarico per la sconfitta contro l'Inter? "Ma perché dovremmo avere rammarico se siamo terzi in classifica? Questa deve essere una bella festa per Palermo e vorrei che vi partecipassero più persone. Il Palermo è lì, dietro due grandi squadre (Inter e Roma, ndr) e credo che più di così non possa fare. Mi dispiace aver perso contro l'Inter, saremmo potuto esserle più vicini in classifica, ma la nostra, lassù, era una posizione provvisoria. E oggi dobbiamo sentirci gratificati di quello che stiamo facendo, cercando sempre di migliorare.


ECCOVI IL COMMENTO BRASILIANO DELLA PARTITA TARGATA VERDEORO CON SIMPLICIO AMAURI E SIMPLICIO

 

DOWNLOAD

 

 



Pubblicato da Alessandro Vitale il giorno domenica 10 dicembre 2006 alle ore  10:30 N° Commenti (1)


Palermo - Inter 1-2 un mero passaggio di poteri

   

La Partita era trasmessa da 180 televisioni, i potenziali telespettatori erano più di un miliardo; Bene, abbiamo fatto vedere ora in che razza di mani è il calcio Italiano. Dopo MOGGIOPOLI ecco MORATTOPOLI TRONCHETTOPOLI E ROSSOPOLI! In genere morto un papa se ne fa un altro...ma quì si vuole esagerare....se ne sono fatti 3 (tre) tutti con un unico fine...combattere le ingiustizie togliere ai ricchi per dare ai poveri!

Si.. così vi vogliamo...tosti...che non vi piegate a nessuno...

Bravi...siete quelli che gridavano come donnette infoiate all'uscita delle intercettazioni su Moggi!

ORA IL POTERE LO TENETE VOI......mi fate schifo....interisti di merda!! Propugnavate la lealtà, il campionato pulito e poi vi abbassate al di sotto di moggi stesso! E l'arbitro Rosetti che vi regge il moccolo!!

Certo abbiamo avuto assenze fondamentali come Di Michele Simplicio e Biava e poi Amauri ma la nostra porca partita l'abbiamo giocata!

ASPETTI NEGATIVI :

  • Rigore nettissimo su Amauri che viene presa da dietro da Cordoba e non gli viene permesso di fare la rovesciata con un fallo da DIETRO!
  • Fallo nettissimo su Caracciolo di Vieirà che si adopera un po troppo con l'anca per atterrare l'airone e l'arbitro che accenna la segnalazione del fallo ma dopo vede che Cordoba prende palla e lancia Adriano e fa continuare!
  • Siciliani interisti che applaudivano i compagni LUMBARD quando intonavano cori razzisti contro la nostra TERRA!
  • Caracciolo deve andare a LOURDES
  • Bresciano e Guana in giornata NO

ASPETTI POSITIVI :

  • Il tifo nei primi 30 minuti era assordante
  • Coscienti delle nostre forze abbiamo perso contro 12 uomini in campo
  • Caracciolo è sembrato un tantinello più propositivo
  • Bellissima coreografia
  • Amauri MOSTRUOSO, fa un goal favoloso essendo in una non perfetta forma fisica!

 

Foto di Stadionews di Vincenzo Pepe

 



Pubblicato da Alessandro Vitale il giorno lunedì 27 novembre 2006 alle ore  09:59 N° Commenti (3)


SCANDALO GEA

DA CALCIOMERCATO.COM

GEA, Moggi e altri 7 a rischio processo: 232 giocatori, ecco come Moggi e Zavaglia aggiravano le norme. Le minacce. Chiellini e la nazionale. Scandalo Trezeguet

 
21:11 del 20 novembre
 
Foto generica

GEA: Moggi e altre 7 persone a rischio processo

E' terminata a Roma l'inchiesta sui presunti illeciti della Gea, la societa' di procura di calciatori di cui era a capo Alessandro Moggi. Si va verso la richiesta di rinvio a giudizio per lo stesso Alessandro Moggi, il padre Luciano, Franco Zavaglia, Davide Lippi, Riccardo Calleri, Luciano Gaucci, Pasquale Gallo e Francesco Ceravolo. Stralciate le posizioni di Chiara Geronzi, Giuseppe De Mita e Tommaso Cellini.

Nel mirino degli inquirenti che indagano sulla Gea ci sono i rinnovi contrattuali di David Trezeguet e di Manuele Blasi alla Juventus, i trasferimenti di Nicola Amoruso (alla Juve e poi al Perugia), di Giorgio Chiellini e Davide Baiocco (Juventus) e di Giovanni Tedesco (Perugia). Secondo i pm quelle operazioni avvennero in seguito alle pressioni esercitate sui calciatori affinchè rescindessero il proprio rapporto con i loro procuratori, tra questi Antonio Caliendo e Stefano Antonelli, ed si affidassero alla Gea World.

I legali di Alessandro Moggi, Paolo Rodella e Giulia Bongiorno, sono convinti dell'innocenza del loro assistito e sono pronti a dare battaglia dopo il deposito degli atti sull'inchiesta Gea e il probabile rinvio a giudizio del figlio dell'ex dg della Juve. "Dopo un attento esame degli atti - hanno detto - inizieremo a contestare punto per punto le accuse e siamo convinti di potere dimostrare l'assoluta estraneità di Moggi dai capi di imputazione".

GEA: "Chiellini vieni con noi e avrai la nazionale". Lo scandalo Trezeguet

Il trasferimento nella più blasonata Juventus nonché "la possibilità di ottenere una convocazione nella nazionale di calcio grazie al rapporto parentale esistente tra Davide e Marcello Lippi". È quanto fu prospettato al difensore Giorgio Chiellini nel luglio del 2004. Quell'episodio viene contestato dai pm romani a Luciano e Alessandro Moggi nonché a Davide Lippi. Dietro quella prospettiva - si legge nell' avviso di chiusura indagine - c'era, per il calciatore, la necessità di affidare la procura ad Alessandro Moggi, cosa che poi avvenne in concomitanza del passaggio di Chiellini alla Juventus.
Per la cronaca il giocatore venne convocato 8 volte in Nazionale (la prima il 18 novembre 2004, l'era Lippi in azzurro si era aperta nel luglio precedente), disputando 6 partite.

Del passaggio di Nicola Amoruso dal Napoli alla Juve e, successivamente, al Perugia devono rispondere, per i pm, i due Moggi e Francesco Ceravolo, mentre per il trasferimento di Davide Baiocco dal Perugia alla Juve, oltre ai Moggi anche Luciano Gaucci. Quest'ultimo è imputato anche per le pressioni esercitate su Giovanni Tedesco e Fabio Gatti affinché cambiassero procuratore. Altre pressioni, secondo l'accusa, sarebbero state esercitate sui calciatori Ilyas Zeytulaev, Victor Budianskiy e Ruslan Nigmatullin.
I rinnovi contrattuali di David Trezeguet e di Manuele Blasi alla Juventus; i trasferimenti di Nicola Amoruso (dapprima alla Juventus e poi al Perugia), di Giorgio Chiellini e Davide Baiocco (Juventus) e di Giovanni Tedesco (Perugia). Sono alcuni dei casi citati nel capo di imputazione sulla Gea. Secondo gli inquirenti quelle operazioni avvennero in seguito alle pressioni esercitate sui calciatori affinché rescindessero il proprio rapporto con i loro procuratori, tra questi Antonio Caliendo e Stefano Antonelli, e si affidassero alla Gea World. Luciano Gaucci, in particolare, è coinvolto nell' inchiesta in relazione ai trasferimenti di Baiocco e di Tedesco. Il suo contributo - è detto nel capo di imputazione - era finalizzato ad ottenere agevolazioni dalla Gea.
Nel corso dell'audizione in Procura a Trezeguet venne mostrata una lettera, inviata a lui, al padre e alla Juve, da Caliendo. In quel documento, del 30 dicembre 2002, l'agente evidenziava "che la società bianconera, di fatto, lo aveva estromesso dalle trattative e che Alessandro Moggi, con l'appoggio del padre Luciano, aveva condotto una azione diffamatoria nei suoi confronti in modo da screditarlo" agli occhi del calciatore e "indurlo a revocargli la procura". L'attaccante francese ha così precisato di fronte ai magistrati: "Non capisco le ragioni per cui quella lettera sia stata trovata nella sede della Gea. Io non l'ho mai consegnata loro né tantomeno penso l'abbia fatto mio padre". Caliendo, ascoltato in procura il 26 maggio scorso, ha confermato le pressioni di Moggi sul francese e ha detto che era noto che il figlio dell'ex dg bianconero "aveva libero accesso al ritiro della Juve, entrava negli spogliatoi e durante gli allenamenti sedeva in panchina, contrariamente alle disposizioni del regolamento dei procuratori".
"La nostra difesa inizia oggi. Ora abbiamo la possibilità di conoscere le accuse che vengono mosse". Così l’avvocato Giulia Bongiorno, difensore di Alessandro Moggi, ha commentato l’atto di conclusione delle indagini depositato dalla Procura di Roma per l’inchiesta sulla Gea.".
gazzetta.it

GEA, ecco le minacce di Moggi a Baldini e Grabbi

Tra le accuse contestate a Luciano Moggi dai pm romani che hanno indagato sulla Gea ci sono anche le minacce rivolte all'ex direttore sportivo della Roma Franco Baldini e al calciatore Corrado Grabbi. Nel primo caso si fa riferimento alle pressioni esercitate nel 2000 sull'ex dirigente giallorosso perché intercedesse con i giocatori romanisti "affinchè - si legge nel capo di imputazione - rilasciassero procure sportive ad Alessandro Moggi e Franco Zavaglia. Evento non verificatosi per cause indipendenti dalla sua volontà, consistite nel rifiuto di Baldini di intercedere presso i giocatori". A parlare della circostanza con gli inquirenti era stato lo stesso Baldini in occasione di una deposizione fatta il 10 maggio scorso: "Luciano Moggi - dichiarò Baldini - ebbe a 'rimproverarmi' del fatto che da quando c'ero io il figlio Alessandro nonché Zavaglia non avevano più facilità ad acquisire le procure sportive dei giocatori del settore giovanile della Roma, avvertendomi che il nostro era 'un lavoro particolare, un anno si lavora da una parte, un anno dall'altra e un anno non si lavora'. Gli risposi che le sue minacce con me non avevano effetto in quanto io stesso stavo cercando un pretesto per uscire dal calcio".
Per quanto concerne l'episodio Grabbi, gli inquirenti romani contestano all'ex dg della Juventus di aver intimato al calciatore "con toni perentori e arroganti di smentire un'intervista all' Espressonella quale riferiva le angherie subite nel corso della sua carriera da parte di Luciano Moggi nonché le pressioni subite da Alessandro Moggi affinchè gli concedesse la procura sportiva". Il 21 giugno scorso Grabbi dichiarò alla Guardia di Finanza che nel 1995, epoca in cui militava nella Juventus, "dopo un paio di mesi da quando Alessandro Moggi cessò di esercitare pressioni su di me per conferirgli la procura, Luciano Moggi mi chiamò in sede, pretendendo che andassi da solo. Mi mise fuori rosa nonostante avessi già fatto altre partite ed avessi già segnato diversi gol, dicendomi che avevo fatto una rissa in discoteca al Sestriere il 31 dicembre 1994, cosa non vera. Moggi mi addebitò tale episodio dicendomi che glielo aveva detto un certo maresciallo. Dopo un paio di giorni tale notizia fu pubblicata sui giornali a livello nazionale". Da gazzetta.it


Ecco i verbali che incastrano Luciano Moggi, "socio di fatto" della GEA

 

11:39 del 21 novembre

 

Moggi Sr. e Jr.ROMA - Le "capacità di sopraffazione" di Luciano Moggi, per gli accusatori romani un "socio di fatto" della Gea World spa (e contemporaneamente il direttore generale della Juventus), si sono manifestate in almeno tredici occasioni. Dal settembre 2001 al luglio 2006. Spesso, consuma il reato insieme al figlio che - raccontano molti testimoni - appariva perlopiù soggiogato dal padre, incapace di aprire bocca nel corso delle trattative sulle procure dei giocatori, portate avanti in maniera poco ortodossa nella sede storica della Juventus.

Grabbi e la falsa rissa
Contro una delle grandi promesse del calcio italiano, Corrado Grabbi, stella delle giovanili della Juventus, capocannoniere in serie B con la Ternana, Luciano Moggi formulerà "minacce con toni perentori e arroganti". Di fatto, gli interruppe la carriera. Ecco l'interrogatorio del calciatore: "Le vere ragioni della mia cessione dalla Juventus suppongo siano dovute ai pessimi rapporti che ho sempre avuto con Luciano Moggi... Alessandro Moggi e Franco Zavaglia, sin dal 1994, per tre-quattro mesi hanno esercitato una pressione costante nei miei confronti per avere la procura. La mia resistenza ha determinato un deterioramento dei rapporti in particolare con Luciano Moggi. Nel 1995 mi chiamò in sede, pretendendo che andassi da solo. Mi mise fuori rosa nonostante avessi già fatte altre partite e segnato diversi gol: mi disse che avevo fatto una rissa in discoteca al Sestriere la notte di Capodanno. Era una totale falsità, mi disse che glielo aveva detto un certo maresciallo. Dopo un paio di giorni questa notizia fu pubblicata sui giornali a livello nazionale... Andai a parlare con Marcello Lippi e si limitò a dirmi che le decisioni le prendeva la società. Lippi risentiva notevolmente dell'influenza di Moggi. Così fui estromesso dalla prima squadra per un paio di mesi, poi mi reintegrarono... Alla fine del campionato 1994-1995 fui ceduto alla Lucchese in serie B. Nel 1996 Moggi mi chiamò in sede da solo per mandarmi al Cosenza, rifiutai perché volevo stare vicino a mio padre che non stava bene e lui mi disse che "c'erano gli aeroporti a Cosenza". Io rifiutai e si arrabbiò molto. L'ultimo giorno del calciomercato Beppe Galli mi chiamò dall'albergo a Milano e mi disse di raggiungerlo, c'era un interesse su di me da parte del Prato di Toccafondi, ma io dissi di no: mi offrivano una cifra di 80 milioni l'anno inferiore ai 120 che mi diede un mese dopo il Modena. Al mio rifiuto Moggi mi cacciò fuori dal box Juventus al calciomercato di Milano dicendomi che avrei potuto giocare nel giardino di casa mia... Alessandro Moggi e Franco Zavaglia mi raggiungevano all'albergo in cui eravamo in ritiro e mi dicevano che se avessi conferito loro la procura avrei giocato ad alti livelli e che mi avrebbero fatto il contratto con la Juventus... Tutto questo l'ho raccontato all'Espresso nel luglio 2005 e Luciano Moggi mi telefonò per chiedermi di smentire l'intervista con tono arrogante. Non l'ho mai smentita".


Il regalo di Fresi
Il tema delle minacce torna nelle rivelazioni di Salvatore Fresi, libero lento e tecnico che, a un certo punto, si rese conto delle alte percentuali e dei bassi servizi offerti dalla Gea. Racconta ai pm: "Alessandro Moggi e Pasquale Gallo mi hanno sottoposto a continue minacce dicendomi a un certo punto che se non andavo via dalla Juventus sarei andato ad allenarmi in montagna dalla mattina alla sera. Sono stato costretto ad andare a giocare nel Perugia, trasferimento non voluto... Ero stato consigliato dal signor Pasquale Gallo, visto che avevo ricevuto in anticipo dalla Juventus i sei mesi di stipendio a me spettanti, di fare un piccolo regalo alla Gea World, intendendo con ciò dire denaro, cosa da me non fatta in quanto ritenuta immorale. Alessandro Moggi? Lavorava per la Juventus e il Napoli".

Amoruso e Miccoli
Ad Amoruso e Miccoli la Gea fa grandi promesse per ottenere la procura, quindi, ottenutala, si disinteressa dei loro destini. Ecco Nicola Amoruso: "Quando sono andato a Perugia a titolo definitivo, nel 2003, dovetti trattare direttamente il mio contratto con Luciano Moggi. Nonostante avessi detto ad Alessandro che non volevo essere coinvolto, lui mi abbandonò allo scontro diretto con il padre. Alessandro non assunse mai iniziative utili a mio favore". Questo è Miccoli: "Alla Juventus non avrei trovato spazio per l'elevato numero di attaccanti, ma soprattutto per un discorso ritorsivo nei miei confronti da parte del direttore generale... Luciano Moggi contattò il mio procuratore dicendogli di dirmi che, grazie a lui, ero arrivato in nazionale, di fare quello che diceva lui altrimenti non avrei più vestito la maglia azzurra".

Al primavera russo Zeytulaev il dg Moggi riuscì a dire: "Ti renderai conto un giorno che hai sbagliato a metterti contro la Juve... e che tornerai a giocare con noi che siamo potenti". Il ragazzo spiega ai pm: "In quel periodo tenevo il telefonino spento per la paura". E sul tema intimidazioni, la finanza perquisendo la stanza Gea di Franco Zavaglia trovò questo appunto scritto a mano: "E' bene dire ai nostri collaboratori di non andare a sbandierare il nome di Luciano Moggi, ma illustrare qual è la nostra organizzazione senza minacciare nessuno come già avvenuto in passato".

Fatture e cravatte
L'inchiesta ha fatto emergere triangoli contabili per fare in modo che i procuratori della Gea fossero pagati direttamente dalle società, cosa vietata. E moduli federali senza timbro, contratti Juventus privi di data. La Gea riuscì a chiedere per Gatti e Baiocco commissioni monstre del 30%. Luciano Moggi, emerge, è riuscito a far cacciare dal Siena l'allenatore Gigi Simoni, che si opponeva alla Gea. E l'ex ds della Salernitana, Giuseppe Cannella, mette a verbale: "Il Messina pagò cifre elevate per 4-5 giocatori di proprietà della Juventus per avere un rientro a livello arbitrale. Ma il sistema di accaparrarsi quanti più allenatori e società possibili per poi collocare alle società quanti più giocatori possibili è riconducibile anche a procuratori come Federico Pastorello, D'amico e Corvino, ds della Fiorentina il cui figlio è procuratore sportivo". Elementi all'accusa li hanno portati Zeman, Capello, soprattutto Baldini. "Un anno si lavora, un anno no", gli sibilò Moggi in Figc.

I metodi Moggi hanno consentito ad Alessandro di sedersi, come procuratore, sulla panchina della Juve nelle partite non ufficiali e a Davide Lippi di incontrare a Parigi Chiellini (per soffiarlo all'agente Bordonaro) nonostante non avesse ancora superato l'esame. La Federcalcio appare complice del sistema. Quando la commissione agenti chiede denari per affidare a una società di ricerche un'inchiesta sulla Gea, il segretario generale Ghirelli risponde che soldi non se ne possono spendere. Se non si minaccia, però, s'invita. Si legge negli atti di chiusura indagine: "Ospiti della Juventus ad Amsterdam c'erano Biscardi, Damascelli, Sposini e Idris". E le fatture per le molte cravatte comprate da Marinella, a Napoli, Luciano Moggi le addossa alla Gea. Con disappunto di Zavaglia, che per quei pagamenti farà fatture false. (m. bis. e c. z.)

fonte:la repubblica.it



GEA: Indagini, 232 calciatori sotto procura. Ecco come Moggi e Zavaglia aggiravano le norme

Duecentotrentadue giocatori riconducibili alla Gea World. Sono tutti elencati nella tabella allegata allo avviso di conclusione delle indagini della procura di Roma. Il provvedimento riporta anche i vari accertamenti compiuti dal nucleo provinciale di polizia tributaria della guardia di finanza, come quelli supportati dalla documentazione inviata dalla magistratura di Torino, e relativi ai "moduli federali rossi stipulati tra Gea e societa' di calcio, rinvenuti presso la sede della Gea, privi del timbro di avvenuti deposito presso la Figc-commissione agenti di calciatori". In merito a questi, "sussistono situazioni di incompatibilita' in capo agli agenti Alessandro Moggi e Francesco Zavaglia, che naturalmente la commissione non avrebbe potuto rilevare vista la mancata registrazione". I mandati sono quelli dei calciatori Giuliano Giannichedda, Manuele Blasi e Salvatore Fresi. Nell'atto vengono enumerate poi, per alcuni calciatori, le scritture private mediante le quali veniva conferito alla Gea "in esclusiva e irrevocabilmente l'incarico di gestire l'immagine, il nome e la firma dell'assistito". Tra le verifiche delle Fiamme gialle anche quelle che hanno permesso di appurare la contraffazione di fatture per 770 cravatte Marinella. La Repubblica

 



Pubblicato da Alessandro Vitale il giorno martedì 21 novembre 2006 alle ore  11:02 N° Commenti (0)


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